Salta al contenuto principale
Cilento e Vallo di Diano

Sentiero Frassati di Sala Consilina

Sentiero Frassati di Sala Consilina

A piedi
Cilento e Vallo di Diano
Dal Battistero di Marcellianum al Santuario di San Michele fino a Sito Alto.
Sentiero Frassati.

Alle falde dei monti della Maddalena, che a nord-est incastonano il Vallo di Diano e segnano il confine con la Basilicata, in località San Giovanni in Fonte, tra Sala Consilina e Padula, sorge direttamente su una sorgiva il battistero paleocristiano di Marcellianum. Qui l’antico rito del battesimo per immersione suscitò l’ammirazione di Flavio Magno Aurelio Cassiodoro, che esclamò: “Anche la Lucania ha il suo Giordano!”. È da questo luogo unico al mondo che parte il “Sentiero Frassati” della Campania (segnavia CAI 601), primo di una rete nazionale di 22 sentieri intitolati dal CAI, tra il 1996 e il 2012, a Pier Giorgio Frassati (1901-1925), il santo torinese che tanto amò le montagne.
Dopo la visita al battistero (478 m), oggi in tenimento di Padula, si procede in piano verso Sala Consilina, tra uliveti, vigneti, orti e case rurali. Superata un’area di sosta, un breve tratto in salita conduce ai ruderi del monastero di Sant’Angelo in Fonte (XIV sec., 554 m), dove romanico e gotico si fondono nella struttura e negli ornamenti. Nella prima metà del Trecento il monastero ospitò una comunità di monache cistercensi dell’ordine di San Bernardo. Poco oltre si incontra una spelonca (560 m), dove ebbe origine per la gente di Sala, come in altre località del Meridione, il culto micaelico, sviluppatosi poi sul colle della Balzata (968 m), con la costruzione e l’ampliamento del santuario dedicato all’Arcangelo Michele. 
È qui che il “Sentiero Frassati” conduce in circa due ore e mezzo. In un’ora si raggiunge la collinetta del Tempone, che si aggira sulla destra iniziando a salire fino a incrociare una breve diramazione della strada per il santuario di San Michele. A sinistra, presso la piccola cappella dedicata alla Madonna di Loreto (690 m), una fontana consente di rifornire la scorta d’acqua. A destra, invece, il “Sentiero Frassati” evita i tornanti asfaltati seguendo un antico percorso a comodi tornantini sul versante della Balzata rivolto verso Padula, permettendo ancora oggi di raggiungere il Santuario di San Michele calpestando la nuda terra.
Dal piazzale del santuario lo sguardo domina la parte centro-meridionale del Vallo di Diano, con le cime del Cervati e del Sirino sullo sfondo. Verso nord si impone invece il Sito Alto (1467 m), la montagna dirimpetto all’ingresso del santuario, dove la pietà popolare venera da tempo immemore, in un’umile cappella oggi santuario diocesano, la Vergine. Dal Santuario di San Michele il “Sentiero Frassati” raggiunge Sito Alto in circa tre ore, aggirando il monte Schiavo e attraversando un percorso di notevole valore storico-antropologico, legato ai terrazzamenti d’alta quota ancora coltivati negli anni immediatamente successivi all’ultimo dopoguerra. Il percorso è in gran parte ombreggiato e, nella prima ora, coincide con uno degli antichi percorsi montani che collegavano Sala con Marsico Nuovo e la Val d’Agri. Oggi questo tratto è parte di una “bretella” che, con sei ore di cammino, conduce al “Sentiero Frassati” della Basilicata, a Sasso di Castalda.
Nel punto in cui si dovrebbe deviare verso est in direzione della Basilicata, il sentiero rimane invece in Campania, piega decisamente a ovest e continua a salire attraversando ambienti naturali diversi, tra boschi e radure. Si raggiunge così la strada che, provenendo da un altro versante e sterrata solo nel tratto finale, conduce da Sala alla cappella in vetta, che custodisce l’antichissima statua in pietra della Madonna, chiamata dal popolo Madonna della Sit’Auta. Dal piazzale della cappella si apre infine un panorama a 360 gradi: alle cime del Sirino e del Cervati si aggiungono quelle degli Alburni e dei Picentini e, verso la Lucania, i complessi montuosi del Vulture, dell’Arioso-Pierfaone, culmine del “Sentiero Frassati” della Basilicata, e del Volturino. Nelle giornate terse sono visibili anche le vette calabresi del Pollino e dell’Orsomarso.

Variante per Sito Alto
Un’interessante variante consente all’escursionista di scendere rapidamente da Sito Alto, vetta del “Sentiero Frassati”, fino al paese in circa due ore e mezzo, oppure di raggiungerlo in circa tre ore per poi percorrere a ritroso il “Frassati”. È il sentiero percorso da tempo immemore dai Salesi in pellegrinaggio alla Madonna di Sito Alto il 2 giugno, un tempo il primo martedì dopo Pentecoste, e il 14 agosto. 
Descrivendolo in salita e secondo i tempi e le modalità del pellegrinaggio, dalla Madonna di Sito Alto si torna indietro lungo la cresta verso nord-est fino al primo avvallamento, dove sulla sinistra parte il sentiero 602. Si piega quindi verso nord-ovest fino a una stazione del Calvario (1303 m), da cui si scende nel frondoso Vallone di Cervara, caratterizzato da un fitto bosco di noccioli. A quota 900 m si esce dal bosco e si percorre un sentiero pietroso e scoperto, ma particolarmente appagante per il panorama sul Vallo di Diano e sui monti che lo coronano a ovest, visibile durante il cambio di direzione dei tornantini. Si arriva ai piedi del Castello (819 m), prima normanno, poi svevo e infine dei Sanseverino, raggiungibile con un breve sentiero sul versante nord della collinetta. Tornati sul sentiero principale, si costeggiano alcune torri dell’antica muraglia e si entra in paese in corrispondenza dei Casalini, piccolo agglomerato delle abitazioni più antiche, oggi in fase di recupero architettonico e dotato di una comoda area di sosta con tavolini, particolarmente attrattiva in estate anche grazie a specifici momenti gastronomici. Si prosegue fino al centro storico di Sala Consilina, dove termina l’escursione.

Variante Sentiero Giorgino Garone
Per raggiungere o lasciare Sito Alto (1467 m) si può utilizzare anche il Sentiero Giorgino Garone (segnavia CAI 603), intitolato allo storico custode (†2021), che per 75 anni ha custodito la Cappella della Madonna di Sito Alto. L’itinerario parte dalla località Quartiere (591 m), presso il Polo culturale Cappuccini, con un tempo di percorrenza di circa 3 ore e 30 minuti in salita e 2 ore e 10 minuti in discesa.