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Dal Comune di Salerno al Monte S. Liberatore

Dal Comune di Salerno al Monte S. Liberatore

A piedi
Salerno
Dal centro città alla vetta tra natura e geografie del golfo.
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Si parte risalendo Via dei Canali, passando accanto alla chiesa di S. Andrea Apostolo, per immettersi su Via Torquato Tasso fino ai Giardini della Minerva. Si prosegue per Via Porta S. Nicola e Via De Renzi, attraversando Via Alfonso Gatto per raggiungere il rione Canalone, sotto il viadotto dell’Autostrada. Dal termine di Via Temistocle Marzano ci si immerge nella natura, dapprima lungo una sterrata che costeggia il torrente noto per l’alluvione del 1954. Risalendo una valletta ombreggiata dalla macchia mediterranea, si raggiunge il cippo che segna il confine tra Salerno, Vietri sul Mare e Cava de’ Tirreni (quota 390 m). Da qui si perde circa 100 m di quota fino alla sella orografica di località Valle. In questa zona sono visibili un’antica casa colonica con cisterna (peschéra), la cosiddetta quercia di Manfredi, dove il sovrano svevo avrebbe sostato prima della battaglia di Benevento, e una torre longobarda per la caccia ai colombi. Sulla sinistra si trova il sentiero 120A, consigliato per il ritorno, mentre sulla destra arriva la stradina proveniente dalla frazione Alessia di Cava de’ Tirreni. L’ultima salita si affronta lungo una mulattiera che aggira il Monte S. Liberatore. Poco prima del versante sud si incontrano le pareti attrezzate per l’arrampicata sportiva, tra le prime realizzate in Campania e ancora molto frequentate. Proseguendo si raggiunge il panoramico Eremo di S. Liberatore, documentato già nel 980. Oggi la navata destra della chiesa è ancora utilizzata per il culto, mentre quella sinistra, un tempo destinata alle sepolture delle monache benedettine, funge da spazio di accoglienza per i pellegrini. Lasciato l’eremo, si sale tra terreno erboso e pietroso fino alla cima del Monte S. Liberatore, segnata da una grande croce in acciaio alta 15 metri, visibile anche di notte grazie all’illuminazione. Dalla vetta si gode un panorama a 360° che comprende il Monte Stella, la Bastiglia, il Castello di Arechi, il Monte Tubenna, Salerno, la Piana del Sele, gli Alburni, i monti cilentani fino a Punta Licosa; sul versante opposto si distinguono i Monti Lattari, il Monte Finestra e i primi rilievi dei Monti Picentini. 
Per il ritorno, una volta tornati in località Valle, si consiglia di seguire il sentiero CAI 120A. Il percorso offre un interessante contrasto tra il paesaggio antropizzato (autostrada, città e porto) e quello naturale, caratterizzato da formazioni rocciose e macchia mediterranea. La lunga discesa panoramica conduce a un rudere con arcate a sesto acuto, forse una masseria fortificata, da cui si apre un ampio panorama su Salerno e il porto. Seguendo poi Via della Valle si passa accanto alla villa Picco del Nibbio e si raggiunge nuovamente il Canalone, da cui si rientra nel centro storico lungo il percorso dell’andata.

Variante

  • La località Alessia è raggiungibile in auto; partendo da qui la salita al Monte S. Liberatore si riduce a circa 1 ora e 30 minuti con 170 m di dislivello